Impianti fotovoltaici con batterie: come si progettano
Qui parliamo dell’architettura di un impianto con accumulo: come si collega la batteria ai pannelli e all’inverter, cosa si può aggiungere a un impianto esistente e come cambia la configurazione in base al profilo di consumo. Per i dettagli sulla batteria come prodotto, vedi la pagina sulle batterie.

Accoppiamento in corrente continua o in corrente alternata
Nell’accoppiamento in corrente continua (DC), la batteria si collega allo stesso inverter ibrido dei pannelli e l’energia passa per una sola conversione. Nell’accoppiamento in corrente alternata (AC), la batteria ha un proprio inverter-caricabatterie e si collega all’impianto elettrico della casa. La prima soluzione è frequente nei progetti nuovi; la seconda si usa spesso per aggiungere un accumulo a un impianto esistente.
- Accoppiamento DC: architettura compatta, meno conversioni, un solo apparecchio centrale;
- Accoppiamento AC: flessibilità per gli impianti già installati, ma con un apparecchio in più e perdite di conversione aggiuntive.
Aggiungere una batteria a un impianto esistente
Se hai già i pannelli, è il tipo di inverter a determinare le opzioni. Un inverter compatibile con l’accumulo permette di aggiungere direttamente la batteria; altrimenti si può ricorrere all’accoppiamento AC oppure sostituire l’inverter. Prima di fare una proposta verifichiamo i dati delle apparecchiature esistenti, il quadro elettrico e il tipo di allacciamento.
Il circuito di backup
La riserva in caso di blackout richiede una configurazione specifica: un’uscita dedicata, un quadro per i carichi essenziali e regole di commutazione. Senza questi elementi, la batteria serve solo all’autoconsumo. Scegliamo insieme i carichi da alimentare in riserva, per non sovradimensionare l’impianto. Il principio è spiegato anche nella pagina sui sistemi fotovoltaici ibridi.
Tre profili di consumo, tre approcci
Una famiglia che lavora in città
Consumo basso durante il giorno, alto la sera. La batteria conta molto per l’autoconsumo, e la sua capacità si sceglie in base al consumo serale.
Una casa con qualcuno presente di giorno
Molti apparecchi funzionano mentre l’impianto produce. Un impianto senza batteria, o con una batteria piccola, può già coprire una buona parte del consumo.
Una casa rurale con pompa dell’acqua o officina
Il consumo ha forti picchi di potenza. Qui contano anche la potenza dell’inverter e della batteria, non solo la capacità, e alcuni carichi si possono spostare ad altri orari.
Ampliamento per fasi
Un impianto si può realizzare per fasi: prima i pannelli e l’inverter, poi la batteria. Vale la pena scegliere fin dall’inizio un inverter compatibile con l’accumulo e un quadro elettrico predisposto per il futuro, così da evitare modifiche costose.
Vedi anche
Articoli utili
Domande frequenti
Si può aggiungere una batteria dopo aver installato i pannelli?
Sì, in molti casi, con l’accoppiamento AC o sostituendo l’inverter. Dipende dalle apparecchiature esistenti.
Cos’è l’accoppiamento DC?
La batteria si collega allo stesso inverter ibrido dei pannelli, sul lato in corrente continua.
Ha senso una batteria se non ho interruzioni di corrente?
Può averlo, per l’autoconsumo, se usi molta energia la sera. Dipende dalle tue abitudini di consumo e dalla configurazione dell’impianto.
Parliamo del tuo progetto?
Indicaci la tua località e il consumo approssimativo. Ti proponiamo i passi successivi.